TALIJANSKI DJEČJI VRTIĆ MRVICA - BUJE <br>SCUOLA D' INFANZIA ITALIANA FREGOLA - BUIE

TALIJANSKI DJEČJI VRTIĆ MRVICA - BUJE / SCUOLA D' INFANZIA ITALIANA FREGOLA - BUIE
CONSIGLI

IL LINGUAGGIO DEL BAMBINO DA 24 A 36 MESI - ELABORATO

Lo sviluppo del linguaggio del bambino tra i 2 e i 3 anni coincide con l’insediarsi della frase e con il completamento quasi definitivo delle abilità fonetiche, cioè della produzione dei suoni della lingua.

Sviluppo del linguaggio nel bambino a 2 anni

Prima dei 24 mesi il bambino acquisisce un patrimonio lessicale piuttosto ricco e sa già dire tra le 100 e le 200 parole. Intorno ai 24-30 mesi, tuttavia, c’è una grandissima variabilità nello sviluppo del linguaggio; si passa da chi dice poche parole a bambini che parlano già come i grandi. È comprensibile trovarsi al parchetto circondati da tanti altri bambini e fare inevitabili confronti: “perché il mio bambino dice poche parole e quell’altro parla già benissimo?”. (...)

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LA LINEA DEL TEMPO DEL LINGUAGGIO DA 0 A 12 MESI - ELABORATO

Come si sviluppa il linguaggio del neonato da 0 a 12 mesi? Ci sono alcuni elementi importanti che costruiscono la comunicazione sia in entrata, che in uscita. Ce ne parla la logopedista

Linguaggio del bambino nel primo anno di vita

I genitori iniziano ad interrogarsi seriamente sul linguaggio più o meno intorno al compimento del primo anno, quando si aspettano di sentire le prime paroline. Ci sono molti elementi importanti, però, prima dei 12 mesi da tenere in considerazione per il successivo sviluppo del linguaggio espressivo; per esempio la capacità di entrare in sintonia con l’altro che si esprime con il contatto oculare, l’ascolto di ciò che sta intorno, la capacità di condividere l’interesse per un oggetto o un avvenimento.

Nella “Linea del tempo del Linguaggio” sono riportati i principali elementi che costruiscono la comunicazione e il linguaggio nel bambino, sia in entrata, che in uscita. Gli aspetti linguistico comunicativi, quindi, non si esauriscono con il semplice parlottare del bimbo, ma sono la manifestazione di uno sviluppo più profondo che comprende i piani del sentire e del percepire, del sapersi muovere (articolare i suoni) e del capire e produrre. (...)

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LEGGERE STORIE E FILASTROCCHE PER STIMOLARE IL LINGUAGGIO - ELABORATO

Stimolare il linguaggio con la lettura e le filastrocche è tra le attività più stimolanti per un bambino. La logopedista ci spiega perché leggere aiuta a parlare.

Stimolare il linguaggio con la lettura

Quando il vostro bambino sembra non gradire il linguaggio come mezzo di comunicazione, ma preferisce a questo gesti e versi non ben definiti, se ritenete che il suo linguaggio sia inadeguato alla sua età o semplicemente se volete giocare un po’ con lui per aiutarlo ad apprendere il linguaggio in maniera corretta potete seguire questi tre piccoli consigli: leggete, leggete, leggete! Sì, perché la lettura è da sempre l’attività più stimolante, più fruttuosa ed appagante che sia mai stata inventata. (...)

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NO A TABLET E SMARTPHONE PER CALMARE I CAPRICCI - ELABORATO

Cercare di calmare i proprio figli con smartphone e tablet potrebbe danneggiare lo sviluppo emotivo del bambino, non permettendo ai piccoli di imparare a controllare le proprie emozioni autoregolandosi. Se dati in età precoce potrebbero causare ritardi nel linguaggio. Le nuove tecnologie possono anche essere causa di obesità infantile e aggressività.

Secondo uno studio effettuato dalla Boston University School of Medicine cercare di calmare i propri figli con tablet e smartphone sarebbe dannoso, potendo danneggiare lo sviluppo emotivo del bambino. Secondo gli psicologi cercare di intrattenere e far distrarre i bambini con questi dispositivi, di cui ormai si fa sempre più uso, interferirebbe con i normali processi di sviluppo del piano emotivo, non permettendo ai piccoli di imparare a controllare le proprie emozioni autoregolandosi. Per il ricercatore e autore dello studio Jenny Radesky, esperto di pediatria comportamentale, l’uso sempre più frequente di questi dispositivi nei bambini, li allontanerebbe dalle interazioni umane e non dà loro il tempo di calmarsi da soli. (...)

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